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Alla finestra
Alla finestra mi avvicino
quando infilo la camicia;
è una liturgia ricorrente
che faccio quasi ogni mattina.
In piedi ritto alla finestra
guardo il mondo che m’appare.
L'orizzonte vo cercando,
all'infinito perdo il mio sguardo.
Chino il capo verso il basso
vedo gli abeti del giardino,
che svettano verso il cielo;
perdono quasi a domandare
per un mondo che non sa amare.
Alberi natalizi furono un tempo
pieni di luci colorate e stelle filanti,
che rallegravano i deschi fumanti.
Alzo il capo e vedo ancora
campi spaziosi e verdeggianti,
dove saltellano e svolazzano
cicogne bianche e grigie,
che come in un balletto
catturano come cibo
qualche animaletto.
È il balletto della vita
che non termina con il pranzo,
ma che continua spedita
verso il tramonto che si spegne
nell'oscurità infinita.
Vita mia! Vita mia!
Quanto oscura che tu sia
sei unica, preziosa e bella
e destinata a contemplare
Colui che nell'amare
non ti gabella.